Rosaria Lo Russo a Trento

SEMPER – Seminario permanente di poesia diretto da Pietro Taravacci e Francesco Zambon apre il suo quinto anno di attività. Martedì 28 febbraio alle ore 16:00 in aula 001 presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia avremo il piacere di ospitare la poetessa Rosaria Lo Russo. Introdurrà l’intervento Massimo Rizzante.

Rosaria Lo Russo (Firenze, 1964) è poetessa, saggista, traduttrice e attrice. Tra i suoi libri di poesia ricordiamo L’estro (1987), Comedia (1998) e il recente Nel nosocomio (2016). Nel corso degli anni ha collaborato con numerosi artisti e poeti (ricordiamo tra gli altri Iosif Brodskij, Mario Luzi, Giorgio Caproni e Nanni Balestrini). Tra i molti poeti che ha tradotto ci sono Anne Sexton, John Donne, Sylvia Plath. Da tempo si occupa di teoria e pratica della lettura poetica ad alta voce, argomento sul quale ha tenuto conferenze e seminari. Dal 2014 dirige il festival di poesia performativa PPPP_LaPasseraPoesia\/PerformanceinPiazza.

Alessandro Niero apre SEMPER 2016

Inizia la quarta edizione del Seminario permanente di poesia diretto da Pietro Taravacci e Francesco Zambon, che vedrà un 2016 ricco di incontri (a breve sarà online il programma).

 

Aprirà SEMPER 2016 Alessandro Niero, professore di Slavistica all’Università di Bologna, traduttore e poeta. Proprio in quest’ultima veste il prof. Niero sarà ospite del Seminario permanente di poesia. L’incontro si terrà mercoledì 24 febbraio alle ore 17:00 in aula 118 (primo piano) presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Altre informazioni dopo il break.

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Calendario SEMPER febbraio-giugno 2014

La seconda edizione di SEMPER – Seminario Permanente di Poesia – prevede un calendario ricco di incontri. Lo scopo di SEMPER è portare avanti una riflessione sulla poesia quale atto creativo (la poesia come ars, lavoro artigianale sulle parole), oggetto ermeneutico (la poesia come linguaggio da interpretare e analizzare), momento di meditazione (la poesia come mezzo per esprimere una visione del mondo. Con questo spirito, nel Seminario si alterneranno critici di fama internazionale e poeti. Tra i poeti, gli italiani Luciano Cecchinel, Guido Mazzoni e Mario Benedetti ci parleranno della loro opera, mentre due poeti arabo-canadesi, Iman Mersal e Georges Abou-Hsab, affronteranno il tema della creazione lirica dal loro punto di vista di poeti migranti. Tra i critici María José Flores tratterà il poeta spagnolo J.M. Caballero Bonald; Mario Corona offrirà un’analisi della poesia di Walt Withman; Eva Varcarcel approfondirà il concetto di poesia come strumento di conoscenza in J.A. Valente; Pietro Taravacci presenterà l’opera dello spagnolo C. Rodríguez; Andrea Comboni chiuderà gli appuntamenti del primo semestre parlando dei poeti dialettali del Rinascimento. Si segnala inoltre un incontro di studio dedicato al “grande fabbro” della poesia novecentesca Ezra Pound, il cui interesse per il Medioevo, in rapporto alla sperimentazione modernista, sarà al centro della discussione condotta da Roberta Capelli e Massimo Bacigalupo, con gli approfondimenti di Corrado Bologna, Lorenzo Fabiani, Carlo Pulsoni e la partecipazione della figlia del poeta, Mary De Rachewiltz.

Ecco la locandina con il nuovo calendario:

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Potete scaricare QUI la locandina.

Incontro con Guido Mazzoni

Mercoledì 5 marzo 2014 Semper ospita Guido Mazzoni, che appartiene alla generazione dei poeti italiani nati negli anni Sessanta. Interviene Massimo Rizzante.

Vi aspettiamo alle 16:00 presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia

Via Tommaso Gar, 14 38122 Trento

AULA 004

Qui la locandina.

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Le prime poesie di Guido Mazzoni (1967) vengono pubblicate su “Paragone” nel 1991. La sua prima raccolta è La scomparsa del respiro dopo la caduta. (1988-1991), ospitata nel Terzo quaderno italiano di poesia contemporanea (Guerini e Associati, 1992), a cura di Franco Buffoni. Negli anni successivi nuovi testi di Mazzoni escono su “Nuovi Argomenti”, “Versodove” e “Trame”; alcune traduzioni su “Testo a fronte”. Il 2010 è l’anno di I mondi (Donzelli): vi confluiscono nuove versioni di vecchi testi, poesie inedite, alcune prose. A novembre 2013 sette testi di un libro in fieri (il titolo provvisorio è Totalità e frammenti) vengono pubblicati sul sito Leparoleelecose. Saranno seguiti da nuovi inediti sul sito Formavera e sul Sole24Ore (febbraio 2014).

Intanto Mazzoni pubblica saggi di teoria e sociologia della letteratura. Per quanto riguarda gli studi sulla poesia, vanno ricordati almeno Forma e solitudine (Marcos y Marcos 2002) e Sulla poesia moderna (Il Mulino 2005). La scrittura saggistica e quella poetica si intrecciano. Questo non vuol dire che le poesie traspongano in versi il discorso teorico in modo meccanico, né che siano una dimostrazione di bravura tecnica (metrica e retorica). Al contrario, i primi testi di Mazzoni sono scritti “sotto il velo della regressione e dello straniamento”, perché condividono “la stessa fobia della lirica, di origine neoavanguardistica, che alcuni poeti miei coetanei hanno conservato nel corso dei decenni” (sono parole tratte da un suo commento a Totalità e frammenti). I Mondi è un’opera apparentemente più tradizionale: viene usata quasi sempre la prima persona; chi scrive parla di esperienze autobiografiche; non mancano le citazioni o i rifacimenti ad autori come Fortini, Montale, Sereni. Tuttavia Mazzoni non si serve dei versi (e della poesia in prosa) per descrivere una biografia emotiva, ma piuttosto per dare forma ad esperienze di tipo intellettuale. I mondi sono quelli delle “monadi che ci proteggono” (AZ 626). Chi scrive è fra loro, vive sulla superficie (“Tu però vivi sulla superficie, tu sei la superficie”), parla di uno squilibrio permanente tra le cose. Quando rappresenta se stesso in modo straniato, come guardandosi dall’esterno, mentre segue discorsi senza importanza ad una cena(Superficie, Generazioni), si sofferma sui tetti di una metropoli (I mondi), fissa i parcheggi di una periferia (Parcheggio) prende un treno e prosegue oltre l’ultima fermata dopo una notte con una donna (Étoile); oppure quando descrive il confronto implicito fra due madri al parco (Essere con gli altri) o l’avventura erotica di una studentessa Erasmus (Croydon), Mazzoni non fa leva sul potere evocativo delle parole, né sulla loro carica emozionale. Piuttosto, indica e suscita una riflessione. Questo avverrà ancora di più nelle poesie successive ai Mondi. Nei pochi testi diffusi fino ad ora la prima persona si alterna alla terza, il soggetto corrispondente all’autore si confonde fra gli altri; si alternano versi, prose e traduzioni. Quel che rimane costante è il tentativo di rappresentare un’esperienza di confine, dove sembra di vedere “le schegge di una vita qualsiasi che esplodono” (La forma del ricordo).