Poetry at the End of the World. La poesia alla fine del mondo

12 marzo 2013, ore 12:00.

Dipartimento di Lettere e Filosofia, aula 222.

Via Tommaso Gar 14, Trento.

Relatore: John Paul Russo (University of Miami)

Introdurrà Giovanna Covi (Università di Trento)

La presentazione del Professor Russo al Seminario permanente di poesia riguarderà la concezione poetica dell’esperienza apocalittica. Infatti tra i politici e gli ambientalisti, nonché altri gruppi di attivisti, nei media e nell’industria hollywoodiana, si è diffuso il linguaggio della crisi; esso, e la sua spettacolarizzazione, pervadono il mondo contemporaneo, sono entrati in tutti i discorsi — economico, religioso, militare, culturale… La nostra società è pervasa da una sensazione di collasso imminente, da immagini di crolli e di consuntivi, al punto che sembra di essere giunti alla fine di un’epoca, a un passo dalla soglia di quella successiva. Per contrastare questa marea cupa e soffocante e le ondate di pericoli e paure, gli studi umanistici possono offrire una scialuppa di salvataggio, un’ancora, una bussola.
I poeti postmoderni americani si sono confrontati nelle loro opere con il declino e la catastrofe. Hanno spesso ripreso immagini bibliche (Libro di Daniele, Apocalisse) per riflettere sulla condizione presente e metterla meglio a fuoco. La lezione del prof. Russo si soffermerà sulle poesie di John Ashbery, Jorie Graham e Mark Strand per ragionare sulla decadenza culturale, il peso del passato, il silenzio mistico, le possibilità salvifiche per l’individuo. Verranno prese in considerazione anche le tavolozze cromatiche utilizzate dai poeti (viola e bronzo, colori dell’apocalisse). L’analisi cercherà di illustrare il grande acume, la convinzione, la speranza e – a volte – l’umorismo contenuti nei versi dei poeti, per provare che c’è poesia anche alla fine del mondo.

John Paul Russo, professore di English Literature e di Classics all’Università di Miami, ha ottenuto il Ph.D. presso la Harvard University. È autore di libri e saggi sulla teoria della critica, gli studi etnici e la storia della cultura, fra questi I.A. Richards: His Life and Works (1989) e Future without a Past: The Humanities in a Technological Society (2005, vincitore del Bonner Award 2006). In collaborazione con Robert Casillo ha scritto The Italian in Modernity (2011), uno studio sulle rappresentazioni dell’Italia, gli italiani, e gli italoamericani a partire dal Rinascimento. Ha soggiornato tre volte in Italia in veste di Fulbright Fellow, (l’ultima nel 2006 presso l’Università di Salerno); ha inoltre tenuto corsi presso le università di Palermo, Roma, e Genova. È editor sia della sezione dedicata alle recensioni di «Italian Americana» sia di «RSA» («Rivista di Studi Nord Americani»).

Approfondimenti:

Intervista a Jorie Graham febbraio 2013 in occasione del conferimento del Premio Nonino: http://www.leparoleelecose.it/?p=8927#more-8927

Conferenza di John Ashbery alla Whitburn Gallery nel 2012: http://www.youtube.com/watch?v=kXdQL3rbHDI

Conferenza di Mark Strand alla Boston University per la Robert Lowell’s Reading Series: http://www.youtube.com/watch?v=r4zAlWOZOAM