Writing on the threshold: poètes migrants ou poètes errants?

Mercoledì 28 maggio SEMPER ospita due poeti di origine araba residenti in Canada: Iman Mersal e Georges Abou-Hsab. Animano la discussione Gerardo Acerenza e Lisa Marchi.

L’incontro alternerà momenti di lettura di poesie in francese e in arabo (con traduzione italiana) a momenti di discussione e riflessione critica, toccando temi quali il dislocamento e lo scrivere/vivere tra due o più mondi, il rapporto ambivalente con l’Alterità, la scrittura poetica come ricerca identitaria, la difficoltà di scegliere la lingua in cui scrivere e la tensione irrisolta tra poesia e traduzione.

Vi aspettiamo mercoledì 28 maggio 2014 alle ore 16:00 (AULA 001) presso il Dipartimento di Lettere e Filosofia, via Tommaso Gar, 14, Trento.

Poeti_arabi

Iman Mersal nasce nel 1966 a Mit Adlan, un piccolo paese dell’Egitto sul Delta del Nilo. Si laurea in letteratura araba presso l’Università di Mansurah prima di trasferirsi al Cairo nel 1988. Qui continua i suoi studi e nel 1998 ottiene un dottorato dall’Università del Cairo con una tesi sulle idee e nozioni della mistica nella poesia araba moderna. Mersal è considerata una delle voci femminili più autorevoli della poesia araba contemporanea e, ad oggi, ha all’attivo 5 raccolte poetiche: Ittisafat (Caratterizzazioni) 1990; Mamarr Mu‘tim Yasluh li Ta‘allum al-Raqs (Un viale scuro adatto alle lezioni di ballo), 1995; al-Mashy Atwal Waqt Mumkin (Camminare finchè è possibile), 1997; Jughrafia Badila (Geografia alternativa), 2006; Hatta atakhalla ‘an fikrat al-buyut (Finchè rinuncio all’idea di casa), 2013.

Le sue poesie sono apparse sulle riviste Paris Review, American Poetry Review, the Kenyon Review, Michigan Quarterly Review ed alcune di esse sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese, macedone, hindi e italiano. Mersal ha partecipato a numerosi festival di poesia sia in Nord America che in Europa ed è attualmente docente di arabo all’Università di Edmonton in Alberta, Canada.

Nella sua poesia, Mersal osserva e registra con lucidità e rigore le imperfezioni, i momenti critici, ma anche le inaspettate opportunità di un’esistenza che è anzitutto precarietà e mortalità. Con seducente riluttanza ed estrema sobrietà, Mersal oscilla vertiginosamente tra tradizione ed avanguardia, Vecchio e Nuovo Mondo, humor e dolore, spiazzando chi legge con la rappresentazione di un Io e un quotidiano sfuggenti, ambivalenti ed enigmatici. Come sostiene Carolyn Forché, “le sue aperture sono intime, i suoi proclami sorprendenti e non c’è nulla di prevedibile nel modo in cui vede il mondo.”

Georges Abou-Hsab nasce a Beirut (Libano) ed emigra a Montréal (Québec, Canada) nel 1984. Nel corso degli studi universitari in filosofia, psicologia e letteratura, scrive poesie in arabo e in francese pubblicate in diverse riviste letterarie in Libano e in Québec. Nel 2002 vince, con “Le train”, il “Prix du Président de l’Université Paris-Sorbonne.” Ma il vero esordio poetico avviene nel 2006, con la pubblicazione della raccolta intitolata Le fleuve (Montréal, Lanctôt éditeur) a cui seguirà nel 2007 Maray al Waqt (Gli specchi del tempo – Beirut, Dar Al Jadid). Oltre a scrivere poesie, Georges Abou-Hsab è anche traduttore (arabo-francese-inglese) per l’ONF (Office National du Film du Canada) e per Radio-Canada e insegna lingua e letteratura araba alla “Concordia University” (Montréal) e all’“Université d’Ottawa.”

La poetessa francese Anne Lise Le Corre ha definito Georges Abou-Hsab “un vero alchimista del linguaggio” i cui versi rivelano un’energia linguistica e una vera capacità di giocare con la “musica delle parole.” Nella poesia di Georges Abou-Hsab si ripetono numerose immagini simboliche che rimandano al passato vissuto in Libano e soprattutto al presente canadese. La raccolta Le fleuve (Montréal, Lanctôt éditeur, 2006) restituisce l’eco lontana di Montréal, la città di adozione, che lui definisce come “Ma patrie des mots étrangers”. La sua è una poesia dell’entre-deux dove l’immagine simbolica principale, “le fleuve”, crea un mondo poetico intimo nel quale “vibrano le melodie e i colori dei suoi due paesi” (Anne Lise Le Corre).

POTETE SCARICARE QUI LA LOCANDINA.

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